(ASCA) - Roma, 28 dic - ''Teoricamente senz'altro si' ma le
responsabilita' eventuali possono essere oggetto di un iter
presso gli organi disciplinari solo quando ci saranno fatti
nuovi, certi e provati, non 'per sentito dire' in telefonate
tra indagati''. Lo ha detto, intervistato da Sky Sport 24, il
presidente della Figc, Giancarlo Abete, rispondendo ad una
domanda su eventuali penalizzazioni ai club a campionato in
corso per il filone bis del calcio scommesse.
A rischio sanzioni non sono solo i singoli tesserati ma
anche i club. In molti chiedono una revisione dello strumento
della responsabilita' oggettiva, ma Abete frena: ''E' un
principio - ha ricordato - che vige a livello italiano e
internazionale, tutti i discorsi vanno approfonditi ma
l'Italia non puo' avere un quadro normativo diverso da quello
che vige a livello internazionale''.
Riguardo al fatto che nell'inchiesta potrebbero finire tre
calciatori del giro azzurro, Abete ha ammesso di aver provato
''un forte rammarico per le persone chiamate in causa.
Bisogna salvaguardare l'immagine di questi professionisti,
senza elevare a notizia chiacchiere che non meritano di
essere definite nemmeno da bar. Bisogna stare attenti a
salvaguardare l'immagine e il prestigio che alcune persone si
sono costruite nel corso degli anni''. Per questo Abete ha
espresso gratitudine alla procura di Cremona per aver
precisato che ''scommettere non significa un coinvolgimento
nelle combine''. Il procuratore Di Martino ha
''immediatamente chiarito i fatti, dando connotati
comprensibili ad una notizia di rilievo''. Gia' la scorsa
estate, ''nel momento in cui la procura di Cremona prese i
primi provvedimenti - ha ricordato il presidente della Figc -
sapevamo che ci sarebbe stato il secondo tempo di una partita
che mai avremmo voluto giocare''. Infatti, ha sottolineato,
''i nomi oggetto d'indagine sono di persone gia' inibite,
allontanate dal mondo del calcio, perche' nei mesi passati
questi soggetti sono stati valutati e sanzionati dalla
giustizia sportiva''.